Passo del Carmine e Osteria del Giuse

Allenamento domenicale con l’amico bravo. Sveglia ad un’ora stupida, se si pensa che è domenica. Bici in macchina, scorte di cibo nelle tasche e si parte, sotto un cielo gonfio di pioggia. Pioggia che tarda poco ad arrivare. Dopo poco più di un’ora siamo già in sella, obiettivo Passo del Carmine e ritorno a Broni. Una cinquantina di km con circa 700 metri di dislivello. Un giro classificato come “facile” dai siti per cicloamatori. La vera difficoltà è rimanere in piedi! In salita siamo rallentati da una strada super sconnessa, con un asfalto ruvido che inchioda le ruote al terreno. Il cielo azzurro è sempre dietro la prossima collina, ma la vista è comunque molto bella. Raggiunta la cima ci aspetta una discesa da “super gigante”: slalom continuo tra le buche e le crepre del fondo stradale. E appena ci si distrae, la caduta. Ero così preso a raccontare le gesta di Nibali all’ultimo giro d’Italia che non mi accorgo che la strada di lato sparisce e finisco con le ruote nel fango in discesa. Riesco a tenere su la bici per miracolo. Ma appena mi fermo, cado di lato. Non cado, mi appoggio dolcemente al prato. E rido. Poi rido di meno, visto che mi giro e un metro dietro di me c’è un fossato profondo mezzo metro. Sarebbe stato un weekend molto diverso, allora. Con il fango fino alle orecchie raggiungiamo Alice e Vale, ed andiamo a mangiare in una osteria buonissima: trionfo di salumi e vino dell’oltrepò Pavese.

Per chi stesse cercando un’idea per una bella domenica: http://www.ristoranteosteriadelgiuse.com/

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