Imprevisto e motivazione

marcia dei sentieri azzurrimarcia dei sentieri azzurri

Non era preventivata, ma sai che c’è? C’è una gara! Ed allora si parte. Deiva Marina, 2 settembre. Un chilometro in piano e poi in salita su sentieri di marmo. Si sale, ancora un po’, senza pietà. Un gruppo di corridori che si assottiglia fino a formare una lunga coda. Lucertole sotto l’ultimo strascico d’estate. E si sale.

Poi d’improvviso la picchiata. Il sentiero curva ogni 10 passi, si tuffa e spiana, si scrolla di dosso gli ulivi e appare un altro bosco. La velocità cresce. Destra, sinistra. Giù la testa. Salta il ruscello. Evita la pietra. Per chilometri all’ombra dei sentieri mi sembra di sciare. Poi entro nel paesino ed inizia la parte asfaltata. Ancora in picchiata fino a Deiva Marina e all’arco d’arrivo.

Poco meno di 12 km. Gambe che rispondono bene. Sono pronto. Tra pochi giorni arriva Mergozzo.

Ma chi te lo fa fare? Qual è la tua motivazione.
Perché alzarsi la mattina e farsi carico della tensione e della fatica? Perché scegliere di affrontare il dolore alle gambe, le spese, i sacrifici con la famiglia, la delusione per un eventuale risultato poco brillante. Qual è la tua motivazione.

Che cosa è la motivazione? E’ una forza esterna, e’ qualcosa che ti spinge o ti tira, come fosse gravità. Oppure è il nostro moto proprio, che ci porta sempre e comunque a tendere verso la felicità, e la motivazione quindi è l’anticipazione del piacere di una felicità futura.
Oppure ancora è una storia che ci raccontiamo nella nostra testa.

Il bisogno di narrazione dell’uomo è così primordiale che di notte recuperiamo immagini e le organizziamo in storie. Allora la motivazione è questo: una storia ad occhi aperti. O meglio, la capacità della tua storia ad occhi aperti. Capacità nel senso di quanto ci possiamo buttare dentro. Perché questa storia aspira e consuma immagini ed emozioni. La tua motivazione è l’atto di alimentare la tua storia.

Scusate, Filosofia sudata.