La bici del Tommaso, ha un buco nella gomma!

Eh si, proprio vero. Il Triathlon di Cremona rimarrà nella mia storia da atleta semplice come quello della foratura. Prima foratura in assoluto con la bici da corsa, durante una Gara! Che sfiga! L’attesa per questa gara era durata tutti i mesi spesi a New York. Allenamenti costanti per arrivare in forma e battere il fratello.

Il giorno della gara, come al solito, partiamo la mattina presto da Milano e arriviamo con largo anticipo al centro sportivo. Ci raggiunge Dario, compagno di squadra, e facciamo un po’ i cazzoni a bordo vasca, tra riscaldamenti e preparativi. E’ ancora una bella giornata estiva!

Alla partenza tutto fila liscio, mi inserisco in seconda posizione nella mia corsia e faccio il mio ritmo. Esco dall’acqua e appena finisco il cambio vedo che Matteo arriva alla bici! Questa volta ha nuotato veloce! Si sale in sella e inizio a pedalare, presto sono in un gruppo di 20 atleti, con mio fratello. Procediamo veloci, primo tornante… [i tornanti in bicicletta sono un incubo, si rallenta di brutto e poi si accelera con violenza e io perdo sempre le ruote del gruppo perché rallento troppo e poi non ho le gambe per lo scatto]… al primo tornante vado kamikaze… mi butto all’interno e giro stretto, così da piazzarmi a centro gruppo e non essere staccato. Tutto bene, parte in discesa. Sono sempre protetto. Alcuni gruppetti scattano, Matteo li tiene e rompe i cambi per fare in modo che io stia con quelli veloci. Ad un certo punto sono davanti a tirare e quelli forti dietro imprecano, quando tiro io la velocità scende di brutto… scusate!

Altro tornante… tutto ok. Al terzo tornante c’è qualcosa che non va… la bici è lenta, faccio più fatica… mi stacco e continuo più piano… poi arriva un altro gruppo e mi accodo, ma la bici trema e fa un rumore strano… al curvone in discesa si mette di traverso e faccio una derapata alla Valentino Rossi…. panico!!!

Scendo e vedo la ruota a terra… prendo lo spray per forature che avevo attaccato alla canna e da qui in avanti, per 10 km, pedalo e spruzzo spray nella ruota… pedalo e spruzzo… pedalo e spruzzo… gli ultimi 2 km lo spray è finito…. peso sulla ruota davanti, in piedi sui pedali, arrivo piano piano alla zona cambio. Mio fratello, che ha già iniziato la corsa mi vede e grida: “Tutto bene? Sei caduto?”

“Ho bucato!!! Vai vai vai!!!” rispondo. Il resto sono 5 km di corsa agrodolci. La delusione di una gara tanto attesa e poi buttata all’aria per una foratura si mischia all’orgoglio di aver fatto 10 km in panne spinto solo dalla voglia di arrivare e finire la gara. E poi all’arrivo si tinge di emozione, quanto taglia il traguardo anche l’atleta più saggio della giornata, nato negli anni ’30, con noi a sudare tra campi e strade di campagna. Applausi!

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