Ghisallo

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GhisalloPer noi ciclisti della domenica di Milano, Brianza e dintorni il Ghisallo è un ritrovarsi. La mitica salita del Giro di Lombardia si può affrontare da due direzioni, quella facile sale da Canzo. E noi abbiamo fatto quella facile. Giornata dal cielo coperto ma senza pioggia. Io, il fratellino e l’amico bravo: Gabo.  In macchina fino a Canzo e poi si parte. La salita va su piano e dolce fino alla chiesetta del ciclista, foto di rito e poi in picchiata fino a Bellagio. Come al solito la discesa è il punto critico, freni tirati da far puzza di bruciato e il fratellino che mi grida: “non frenare in curva!!!”. Sul bellissimo lungo lago incastrato nella roccia verso la salita di Onno tira solo Matteo. Il sole fa capolino e si riflette sull’acqua. Vedi che alzarsi presto e venir a prender freddo valeva la pena? La salita per Onno è bella e impegnativa, goduta fino in fondo. Scendiamo verso Canzo e l’amico bravo, quello che alle gare ci passa sempre, si mette a tirare. 200 metri. Poi offre il caffé e il cioccolatino in pasticceria. Ghisallo? Fatto. La prossima volta, però, si sale dalla parte difficile.

 

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