C’è sempre una prima volta

IMG_3028Ecco la prima volta. Il primo Triathlon. Potevo scegliere tra mille fotografie, scattate da Alice che pazientemente mi ha accompagnato fino ad Asola. Ma questa è la migliore. Sto guardando la partenza e le prime vasche di quelli bravi. Da bambini tutti noi ci siamo trovati nella stessa situazione, misto di ammirazione e terrore. Assolutamente inadeguati rispetto alla situazione ma affascinati, tanto la lasciar cader le braccia e rimanere in fissa. Cosa passava per la mia testa? “Ho mal di pancia, non posso partire”. Mi venivano in mente gli esami all’Università per cui non ero preparato. Ma qui non c’erano appunti da controllare.

La tensione si vede tutta, anche dal fatto che la maglietta è al contrario, e gli occhialini che stringo in mano stanno per essere frantumati. Eppure tutto procedeva secondo i miei piani. Eravamo arrivati ad Asola con largo anticipo, la registrazione era avvenuta senza problemi, e con candore fanciullesco avevo detto allo staff che ero alla prima gara, quindi tutte le operazioni in ZC erano state facilitate da personale amichevole e sorridente.

Lezione numero 1: sei agli inizi, quindi parti alla fine, schiappa tra le le schiappe. Tra la chiusura della ZC e la tua partenza c’è molto tempo, e bisogna pensare a ingerire energie, non ad alimentare la tensione. Ma era la prima gara, quindi accumulavo adrenalina. Ed è stato un bene ed un male allo stesso tempo.

partenza

Un bene perché ad un certo punto le gambe erano talmente molli che mi sono fiondato da bordo piscina dove ero al bar, per prendere una barretta di cioccolato, passando quindi di fronte ai giudici che chiamavano la batteria successiva. Per puro caso abbiamo sentito il mio numero, e quindi ho tolto la maglietta velocemente, lasciato la borsa ad Alice e sono entrato a bordo vasca, lato partenza. Ero convintissimo che c’era ancora una batteria prima di me, e se non fosse stato per le gambe molli, non sarei partito.

Un male perché una volta preso il posto a bordo piscina, la vescica non reggeva più. E nella tensione generale, e nelle risate di quelli più esperti (tutti la fanno in piscina a quanto pare…), ho chiesto all’arbitro se potevo correre in bagno (e per fortuna ha detto si).

nuotoLa partenza. Le prime 4 vasche le faccio a tutta. Sono secondo. Incredibile, anche per Alice che urla da fuori. Troppo bello per essere vero. Alla quinta vasca finisco la benzina. Ero andato molto più veloce di come potevo permettermi, ed inizio a bere. Tenete conto che in 8 in una corsia sola significa acqua mossa, calci, manate e pinte di acqua clorata che scendono che è un piacere. Mi fermo e faccio cortesemente passare (schiappa totale) e concludo i 750 metri con il mio ritmo, tranquillo, in poco più di 15 minuti. Più tardi Alice mi dirà che ha cancellato la maggior parte delle foto che mi ha fatto mentre nuotavo perché avevo il volto di un naufrago e si stava preoccupando.

IMG_3080Uscito dall’acqua (senza alcuna grazia) sono contento. La parte difficile è fatta. Ora non mi resta che trovare un bel gruppetto in bici e mettermi in scia. Più facile a dirsi che a farsi. Essendo uscito tardi, sono pochi quelli di fianco a me. Entro ed esco in ZC bene, anche se il pettorale si stacca dall’elastico e devo armeggiare con le spille da balia di fronte al giudice. I primi 2 km sono a bomba. Il gruppetto buono è solo 50 metri davanti a me, 40, 30…. e poi ancora una volta la benza finisce. Stavo a 40 all’ora da solo.. non sono mica Cancellara… quindi 40, 50, 60 metri, 70… solo… all’aria nella campagna… che sfiga…

IMG_3098Seguo i consigli di mio fratello e vado agile. Nel frattempo un altro atleta mi raggiunge, Barbarossa è più alto di me e più veloce. Mi metto in scia a lui ed insieme facciamo 10 km, quando alla fine ci agganciamo ad altri 3 atleti. Andiamo a 33-35 all’ora senza fatica. E quando Barbarossa parte lo seguo tranquillo. Succhio la ruota, lui si sposta e io rallento. Non per cattiveria, ma proprio non ne avevo, non riuscivo a fare velocità. E la sua frustrazione alla fine è tutta in una snareggiata che mi prende in faccia. Mi levo il muco di Barbarossa dal volto e raggiungo la ZC.

imaSi corre. Prima di correre un bel gel e via. O meglio, via piano. Le gambe mi insultano. Non esiste che corri dopo la pedalata. I 5 km nel paesino sono un calvario. Vedo passarmi più di 50 persone. Ma a quel punto ho solo un sorriso sul volto. E all’arrivo, qualsiasi cosa dicano le classifiche, ho vinto io.

 

 

 

 

 

 

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