Zona Cambio

cropped-Logo.jpgLa vera verità è che l’idea di questo blog nasce da una passeggiata con Alice al parco. Dopo l’ennesima storia legata alle mie non-imprese sportive Alice mi propone di scriverle. Allora parte il brainstorming per il nome. Ovviamente le idee si presentano confuse, timide e poi molto brutte. Così ci fermiamo, e mi chiede quale immagine mi viene in mente quando parlo di Triathlon. La risposta è secca: la Zona Cambio.

La Zona Cambio è un’area predisposta dove i Tri-Atleti si svestono dell’attrezzatura per uno sport e indossano quella per lo sport successivo. In ogni gara di Triathlon si passa dalla ZC due volte, prima per passare dal nuoto alla bicicletta, poi per passare dalla bicicletta alla corsa. E’ qualcosa di traumatico e cerimonioso allo stesso tempo. La propria attrezzatura in ZC viene preparata con cura prima della gara. Mentre si compiono questi piccoli gesti logistici, come posizionare la bici sulla rastrelliera, preparare il caschetto e le scarpette, infilare un gel energetico nel cappellino, si da vita ad un rito fatto di visualizzazione e concentrazione. Il trauma è quando, in gara, fradici e infreddoliti, si cerca di uscire il più velocemente possibile dalla muta per infilare correttamente le scarpette da ciclismo. O quando con i polpacci indolenziti dall’ultimo scatto in bici si chiede alle nostre gambe di iniziare a correre.

Ad ogni modo, la ZC è un luogo fisico che odora di grasso per catene. Allo stesso modo questo blog è un luogo virtuale dove racconto con entusiasmo le mie non-imprese. I primi, gli amici bravi, sono a km di distanza. Io vado avanti. Purtroppo, o per fortuna, il blog è inodore, perché questa Zona Cambio sa solo di sudore.