Spiedone, Franciacorta e Torta Millefoglie.

img_20160911_100543Triathlon Sprint di Gussago. Io e l’amico bravo. Partenza alle 8 e alle 9 siamo già a fare colazione nella ridente cittadina. Che per una volta è davvero tanto ridente, niente sarcasmo. Con calma raggiungiamo il centro sportivo e parcheggiamo. In poco più di 40 minuti abbiamo montato le bici, ritirato i pettorali, preparato la Zona Cambio, consegnato le borse e indossato il body da gara. Riscaldamento. L’amico bravo parte in corsia 8 della prima batteria, io parto nella corsia 3 della seconda, a 15 minuti di distanza. Al via la corsia di Gabriele parte a manetta. in 4 nuotano in fila perfetta, significativamente più veloce della maggior parte degli altri. Dopo poche vasche ci fanno entrare a bordo piscina. Sono con altre 6 persone (uno è un giovanotto degli anni ’30). Ci mettiamo d’accordo sui tempi. Parte prima il numero 69, poi io e poi gli altri.

Mentre l’ultimo della prima batteria finisce il nuoto la giudice (la stessa di Asola, Lecco e altre gare a cui ho partecipato…) ci fa buttare in acqua. E dopo pochi secondi partiamo. Acqua limpida (siamo in piscina…), sole e caldo. Situazione perfetta. Seguo il primo e faccio tutte le 15 vasche in scia. Non mi stacco dal 69. Lo pedino. Superiamo tutti, li doppiamo ed usciamo dall’acqua in 15 minuti. Senza fatica. Corsa verso la zona cambio. Gel, numero, occhiali e caschetto. E poi via. I primi 100 metri sono da solo. Poi vedo davanti un paio di ciclisti. Scatto per recuperarli. Mi accodo. E’ il 69. Ancora lui. Che mi porta a 36 all’ora… sulla strada sbagliata! Ad una rotonda i volontari ci segnalano erroneamente di andare a destra e noi pedaliamo oltre 2 km prima di accorgerci che c’è troppo traffico e che in fondo alla via c’è una tangenziale. Mannaggia. Torniamo sui nostri passi e recuperiamo. Tutti quelli che avevamo doppiato nel nuoto sono abbondantemente avanti a noi. Che sfiga. Il 69 impreca contro i volontari, e poi comincia a tirare. Inizia lo strappo della chiesetta. Un’impennata bellissima che inizia con una merda di cavallo che subito diventa discesa. Ad ogni incrocio gridiamo al volontario di dirci dove andare. Così iniziamo a parlare e finisce che per tutto il secondo giro chiacchieriamo. Parliamo delle gare che abbiamo fatto, di Sirmione, di Lecco, di Borgio Verezzi…. durante una gara!!!!

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Dopo 24 km lasciamo le bici ed iniziamo a correre. Il 69 scappa. Ha le stringhe veloci da allacciare. Io bevo un altro gellino e arranco dietro. Arranco perché mi torna lo stesso dolore che mi aveva preso a Sirmione. Un bruciore dallo stomaco all’intestino. Come se avessi mangiato qualcosa di contaminato. Provo prima a slacciarmi il body e correre mezzo nudo, poi me lo rimetto perché sono ridicolo. Allora provo con la mano ad allargare la parte davanti. Dopo un paio di km e tanta fatica, il dolore passa. Al giro di boa dei 2.5 km prendo una bottiglietta d’acqua e me la svuoto in testa. E mi lancio giù per la discesa, superando il 69. Finisco in poco più di 25 minuti. All’arrivo saluto Alice, che è arrivata.

Doccia e via, verso la Trattoria il Caricatore, caldamente suggerita da un amico. Spiedone, Franciacorta e Torta Millefoglie. Ecco il vero Triatlhon di giornata.

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