Aspettando gli ultimi chilometri

Oggi ho iniziato la preparazione alla Maratona. Scaricata la tabella, inseriti gli allenamenti in calendario. Si parte.

La prima settimana è facile: 3 sessioni da 50 minuti di corsa e un “lungo” domenicale da 1:15. La sensazione è quella di aver iniziato un bel capitolo. Ci vorrà costanza e tanto lavoro. Ma negli occhi ho già l’immagine delle strade, nelle gambe e in gola sento l’emozione dell’ultimo chilometro. L’obiettivo è stare sotto le 4 ore.

Non ho idea di quello che si provi alla fine di una gara come questa. Ho sentito molte persone parlare di uno stato d’animo nuovo, specialmente associato alla prima esperienza sui 42 km. Sicuramente è la conclusione di un percorso di avvicinamento non breve, e quindi ha il sapore della “missione compiuta”.

Ma oltre la missione, penso che sarà una esperienza fatta di sensazioni. E forse, verso il 35km, quella soglia di cui molti parlano, è quando tutto ciò che possiamo provare diventa una cosa sola: fame, sete, caldo, freddo, sudore, ombra e luce, rumore e silenzio, colpo sull’asfalto, acqua, sali, spugna e gel, secco, fiato, gambe, piedi, spalla, mente, canta una canzone, sirena, polizia, macchine, ritmo, ritmo, ritmo, corri, corsa, tempo, cuore, pulsazioni. Tutto diventa un unico qualcosa, che solo chi la Maratona l’ha fatta conosce.

E allora io corro.

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